giovedì 24 maggio 2012

Comunicare l'ergonomia...

Comunicare l'ergonomia in modo non convenzionale, accattivante, emozionalmente coinvolgente. E' l'obiettivo che persegue il gruppo Alfabetizzazione di SIE Emilia Romagna con l'intento di realizzare una proposta formativa-comunicativa-educativa indirizzata ai ragazzi della scuola secondaria superiore ed al primo anno dell'università.
Durante la riunione di gruppo del 23 maggio a Bologna, Erberto Sandon di Metrics ha presentato al gruppo alcune proposte di contenuti, e alcuni esempi di comunicazione...emozionalmente arricchita.
Quanto ai contenuti si sono introdotti i temi della ergonomia cognitiva e della usabilità. Per quanto riguarda il  format si è spaziato dal fumetto, all'animazione, a riprese video con attori e tecniche teatrali (comedic approach),  a disegni accompagnati da narrazione con il condimento di accompagnamenti musicali.

LA CAFFETTIERA DEL MASOCHISTA....24 anni prima di D. NORMAN
L'ergonomia cognitiva e l'usabilità sono temi di grande attualità se consideriamo che sempre più spesso ci troviamo a fare i conti con oggetti spesso inutilmente complessi e talvolta mal progettati che impattano in modo negativo sul nostro benessere psicofisico.
In modo particolare con oggetti 'multifunzione" con prestazioni spesso non necessarie che ci creano problemi anzichè risolverli.
Donal Norman con il suo celebre libro "The psychology of everyday things", pubblicato in Italia con il titolo "La caffettiera del masochista" tratta proprio del disagio causato dagli oggetti complicati o mal progettati che ci complicano la vita. La copertina della prima edizione italiana sottotitolava "Psicopatologia degli oggetti quotidiani".  La metafora grafica utilizzata in copertina è un bricco di caffettiera che sempra progettato proprio per fare del male a chi la usa.

Parlando di modi non convenzionali per divulgare i temi e i contenuti della scienza ergonomica  Sandon ha osservato come ben 24 anni prima di Donald Norman un divertentissimo racconto a fumetti pubblicato in Italia su Topolino libretto n. 439 del 26 aprile 1964  (Walt Disney - trama: Abramo Barosso, sceneggiatura: Giampaolo Barosso, disegni: Luciano Gatto) venivano anticipati i temi del disagio causato dalla non-ergonomia dei prodotti, e proprio facendo riferimento ad un oggetto d'uso quotidiano come il bricco da caffè!.

Il racconto "Paperino e il bricco briccone" ci mostra con esilarante ironia come oggetti "multifunzione" "pluriaccessoriati" possono complicarci la vita. La scena si svolge a Paperopoli, un mondo parallelo di fantasia popolato di anatre e altri animali da cortile, ideato dal genio creativo di Walt Disney.
Ma come non riconoscerci nelle nostre difficoltà quotidiane nell'affrontare certi oggetti di uso comune quali telefonini "smart", decoder satellitari, ed altri gadget tecnologici?


Il racconto introduce tra l'altro molti temi cari all'ergonomia cognitiva, incluso il linguaggio gergale spesso utilizzato in molti famigerati manuali d'uso, che spesso risultano decifrabili solo dopo avere appreso per altre strade l'uso del prodotto. Oggi poi, artefatti cognitivi come le pagine web di alcuni siti internet ci sfidano con gergalità del tipo "skip intro",  " downolad del plugin",  "best  viewed with MSIE ver xx.yy", "accetta i cookie",...
"Paperino e il bricco briccone" è davvero un bell'esempio di come l'ironia e l'umorismo possano, con straordinaria efficacia comunicativa, divulgare i temi cari ad una scienza trascurata come l'ergonomia.

Erberto Sandon - StudioSandon - SIE, Società italiana di Ergonomia, sezione Emilia Romagna

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